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Presentazione della Società Scientifica

La Società Italiana di Psicologia e Psichiatria è la prima Società Scientifica Europea Interdisciplinare che , integrando le scienze psicologiche e psichiatriche, vuole segnare un profondo cambiamento nella sfera della prevenzione, diagnosi e cura delle problematiche psicologiche dell'individuo. Generalmente e storicamente separate e contrapposte, la psicologia e la psichiatria inseguono entrambe il benessere "mentale" dell'individuo, che rimane uno e non può essere scisso nelle sue componenti neurobiologiche e psicologiche. Anche la letteratura internazionale e le linee guida che propongono la "cura" dei disturbi "mentali" non distinguono tra cura famacologica e psicologica, ma parlano di APPROCCIO INTEGRATO. Gli studi dimostrano che è la cura che deve adattarsi all'individuo e non il contrario: non esiste la psicofarmacoterapia nè la psicoterapia per eccellenza. A seconda del tipo di problemi lo specialista valuterà se,per quel tipo di individuo, con le sue problematiche, sia più opportuno un trattamento psicoterapeutico o farmacologico o siano utili e necessari entrambi i trattamenti. I nostri obiettivi sono quelli di favorire un confronto e un aggiornamento costante e comune tra gli specialisti del settore, psicologi e/o psichiatri che siano, e di informare i non addetti ai lavori, utenti e familiari, insegnanti e allievi, sulle varie tipologie di "cura della psiche" e di prevenzione del disagio psicologico esistenti.

                   Il Direttore                                                          Il Presidente Nazionale
             Istituto Nazionale                                     Società Italiana di Psicologia e Psichiatria
   delle Scienze PsicoRiabilitative                                               Michele Fonti
             Gian Luigi Innocenti                                                          

Presentazione dell'Istituto

Presentazione dell'Istituto - Psicoriabilitazione
Ricerche svolte a livello internazionale e ripetute con successo dimostrano che, oltre la metà delle persone che sono state diagnosticate affette da schizofrenia, ha manifestato recuperi sociali e sintomatici essenziali a distanza di venti o anche trenta anni dalla comparsa della sintomatologia florida della malattia ( Ciompi, 1980; Huber, Gross, Schuttler, Gross 1980; Harding, Brooks, Ashikaga, Strauss, 1987; Liberman, 1988 ). Pertanto l'interrogativo da porsi non è più se sia possibile o meno trattare la schizofrenia ed i relativi disturbi mentali, quanto piuttosto cosa si possa fare per accelerare la ripresa funzionale di queste persone. L'etica ed i principi contemporanei ci impongono di ricorrere a modalità di intervento nelle comunità e di fornire agli individui vulnerabili le stesse abilità di cui hanno bisogno per affrontare gli inevitabili fattori di stress del vivere quotidiano, per esempio in relazione all'uso/abuso di alcool e droghe sempre più comuni, all'assenza di una propria casa, alla indifferenza e/o assenza dei legami affettivi, ai conflitti interpersonali, agli stimoli sociali e allo stigma.
In genere il sistema attuale offre, quale soluzione possibile, ai nostri "malati" soluzioni sempre più "malate" (farmaci, ricoveri ospedalieri, comunità, strutture protette, ... ) accompagnando i nostri pazienti verso una inesorabile cronicizzazione, confermando sempre più con rassegnazione e distacco il fallimento dell'approccio umano-relazionale a favore di terapie biologiche quali uniche possibili soluzioni utili a tamponare situazioni acute o di difficile gestione. Di fronte alla necessità di cercare di restituire il più possibile il ritorno alla normalità, sarebbe decisamente auspicabile e preferibile, ipotizzare e prevedere nei progetti terapeutico-riabilitativi proposti obiettivi raggiungibili il più possibile "normali" ai quali tendere ed adeguarsi al fine di restituire una dignità sociale ed umana spesso negate.
Nell'organizzazione e nel finanziamento dei servizi rivolti ai malati mentali gravi, vi è l'evidente necessità di introdurre innovazioni, tra cui l'addestramento alla vita sociale. Un'altra necessità dello stesso tipo consiste nell'erogazione dei servizi psichiatrici attraverso gli operatori dell'assistenza primaria, servendosi di equipe di operatori esperti in riabilitazione e trattamento psichiatrico.
Grazie al contributo di grandi esperti della riabilitazione psichiatrica ( Falloon, Liberman, Spivack, ...) si può sempre più a ragione ipotizzare un intervento riabilitativo di tipo "integrato" che non escluda alcuna modalità di intervento e coinvolga ogni figura competente ed utile al raggiungimento di obiettivi sempre più "umani" senza mai escludere la possibilità di curare e, possibilmente, guarire soggetti affetti da malattia mentale.
Il ns. Istituto è disponibile ad accogliere ogni tipo di collaborazione che vada in questa direzione, da parte di Operatori della riabilitazione psichiatrica, promuovendo confronti, seminari, convegni, progetti e sperimentazioni finalizzati a costruire "percorsi" riabilitativi sempre più accreditati e che, con il supporto scientifico, arrivino a fornire modelli di intervento validati, strutturati ed efficaci.

PERCORSI

    - Seminari
    - Convegni
    - Pubblicazione dei "Quaderni della Riabilitazione Psichiatrica"
    - Progetti sperimentali su "Tecniche psicoriabilitative" di supporto (Musicoterapia, Ippoterapia,
      Danzaterapia, Arte Terapia, Pet,...)

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